Nuovo racconto breve realizzato su traccia

 

OCCUPATO !

DI LUIGI ZAZA


Maurizio non lasciava mai il suo ufficio prima della pausa, ma quella mattina di settembre qualcosa dentro di lui non andava.

Prima quel senso di gonfiore, poi gli addominali bassi che iniziavano a pungere come trafitti da grossi spilli, la fronte imperlata di fredde gocce di sudore e un brivido che gli corse improvviso lungo la schiena. Qualcosa mangiato la sera prima doveva avergli fatto male pensò. Resistette, riprese il suo monotono lavoro come se niente fosse.

Quelle sensazioni sgradevoli sembrarono chetarsi; fu orgoglioso della sua resistenza. Tutto tornò alla normalità. Guardò l'orologio sul PC. Mancava un'ora alla pausa, ogni tanto sentiva lo stomaco un po' carico e avvertiva del movimento all'interno delle sue viscere, ma nonostante ciò, riuscì quasi ad arrivare alla pausa senza più problemi.

Ad un minuto dallo scoccare della pausa concessa dall'azienda, Maurizio fu attraversato in tutto il corpo da dolori lancinanti, non poteva trattenersi più. Si alzò a fatica, a malapena riusciva mantenere la posizione eretta, madido di sudore attraversò l'ufficio con il sottofondo dei risolini dei colleghi che avevano intuito la situazione.

Maledisse quella cena solitaria in quello strano locale che aveva trovato per caso in quella sua uscita in solitario: “Magoth”, non lo aveva mai sentito, ma quel nome lo aveva stuzzicato, ricordava di aver mangiato bene, anche se, chissà perché non ricordava più cosa.

Raggiunse la toilette, non c'era nessuno, quel minuto di anticipo sulla pausa gli aveva dato un buon margine di vantaggio sui colleghi. Scelse la porta centrale, si guardò intorno ed entrò... finalmente.

Passò del tempo... parecchio tempo, bussarono alla porta; una voce rispose sofferente: «Occupato!» Erano passate delle ore, il direttore e i colleghi si guardarono, poi l'algido dirigente si schiarì la voce e si rivolse all'occupante di quella toilette: «Brattoli! Sono ore che lei è chiuso lì dentro, è sicuro di stare bene o è una scusa per battere la fiacca?». I presenti annuirono dando conferma alle parole del direttore. Da dietro la porta si udì ancora una volta un sofferto: «Occupato!», un coro di risate sottolineò quella risposta. Il direttore guardò i presenti con aria severa; tutti smisero di ridere nello stesso istante. Il direttore sempre più infastidito, cambiando tono di voce bussò forte con il palmo della mano facendo oscillare la sottile porta. Ancora la risposta fu: «Occupato!» «Basta adesso! Brattoli, ha trenta secondi per uscire poi sfonderò la porta! Una lettera di contestazione non gliela toglie nessuno!».

Ancora si udì: «Occupato!», «Brattoli, fuori!», bum bum , bussava alla porta il direttore. Dall'altra parte di quella porta che sembrava l'altra parte dell'universo: «Occupato! Occ...pato... argh, bloooshhh, occupato!» Il direttore furente: «Basta Brattoli! La smetta di fare il deficiente, è sospeso! Io sfondo la porta!» Fece un cenno a due dipendenti che si avvicinarono alla porta, ancora dalla toilette provenne un: «Occupato!».

La porta esplose colpendo i due inermi impiegati, una creatura dalle fattezze indicibili uscì dal bagno trascinandosi il corpo dilaniato di Maurizio Brattoli. Era grande, informe tempestato di bubboni, la testa con quattro corna e un unico occhio rosso al centro dominava l'immonda figura. Un unico braccio con lunghi artigli iniziò ad afferrare i presenti: prima il direttore (per rispetto delle gerarchie) poi uno ad uno tutti gli altri che erano rimasti impietriti.

Finito il pasto la creatura uscì dal bagno, strisciando con l'informe corpo lungo il corridoio incontrò la signorina Sonya: la bellissima segretaria del direttore. La ragazza osservò paralizzata la creatura, il mostro si rivolse con inaspettata gentilezza: «Non vada in bagno signorina, è occupato!»

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